Corso di Permacultura – 2

Uno studente interrompe Carmelo, raccontando la storia della permacultura a Cuba. L’embargo cubano, che non permetteva di importare cibo sull’isola, aveva messo i cubani in serie difficoltà. Così i permacultori australiani arrivano a Cuba e insegnano agli orticoltori le modalità per attivare un ciclo di produzione chiuso, senza necessità di fertilizzanti importati e senza creare rifiuti.

Nel 2006 in Inghilterra nasce il movimento Transition Towns  dalle idee di Rob Hopkins. Il movimento è costituito da collettivi che sperimentano una transizione dall’attuale dipendenza dal petrolio verso uno stile di vita resiliente e a bassa emissione di CO2. La rete in Italia è ben organizzata ed è stata citata anche in una puntata di Report.

Il termine permacultura è dovuto a Bill Mollison. In Italia si può frequentare l’Accademia Italiana di Permacultura che offre corsi di progettazione di 72 ore e corsi di approfondimento di minimo 2 anni, in cui si studia un vero e proprio progetto con un consulente. Il sito offre anche documenti sulla permacultura e un portale di annunci e notizie.

La differenza tra gli ambientalisti tradizionali e Bill Mollison è il fatto che lui ha trovato un sistema pratica per applicare le sue teorie. Invece l’agricoltura convenzionale è nel mirino degli ambientalisti di tutte le scuole.  L’agricoltura convenzionale sfrutta le risorse limitate di petrolio per usare le macchine che consumano 10 volte più energia di quello che si può ricavare dal prodotto stesso. Intanto, avvelena il terreno usando pesticidi e fertilizzanti chimici.

Le premesse della permacultura sono:

La foresta è una sistema permanente, al contrario i sistemi creati dall’uomo non lo sono.

Il terreno è composto da argilla, sabbia e circa 11% di humus. La mancanza di humus crea una mancanza di ossigeno nel terreno.

La fonte di energia è il sole che attiva la fotosintesi clorofilliana.

L’agricoltore convenzionale deve comprare semi geneticamente modificati, fertilizzanti e pesticidi, perchè la sua terra è diventata sterile per lo sfruttamento del terreno.

La permacultura è ecologia applicata, cioè allo stesso tempo un approcio etico – filosofico ed un approcio pratico alla vita quotidiana. Il suo scopo è di rendere i terreni fertili, usando diverse tecniche per rivitalizzare il terreno. Coprendo il terreno con la paglia o il cartone (con i buchi dove esce la pianta) si riduce la necessità di acqua e si evita la crescita dell’erbaccia. Si usano legumi come azotofissatori e altre piante che attraverso le loro radicispaccano il terreno.

Un studente, Antonello, racconta di un orto sinergico con terreno inzialmente compattato. Prima è passato  il trattore e poi si è coperto il terreno con la paglia.

La foresta è un sistema complesso con relazioni utili che si instaurano, biodiversità e multifunzionalità. Tutti i principi che Mollison osserva nella foresta diventano principi di progettazione. Prima venivano usati in campo agricolo, adesso sono ormai estesi ed applicati in tutti i campi.

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