Fertilizzanti Bio

Cenere di Legno

Abbiamo la disponibilità di recuperare la cenere di un forno al legno, che è un ottimo fertilizzante per l’orto mescolato con altri rifiuti organici.

Per le nostre cassette possiamo usare 200 g/m2 di cenere + 200-300 g/m2 pollina

Utilizzare la cenere come fertilizzante è senz’altro un ottimo modo per valorizzare un prodotto che altrimenti sarebbe da smaltire, con relativi costi (anche ambientali). Lo svantaggio principale è il suo elevato tenore salino, che porta alla salinizzazione del suolo in tempi rapidi, se non corretta.

La composizione delle ceneri e la disponibilità dei nutrienti varia abbastanza a seconda della specie arborea da cui provengono, dell’età della pianta, dell’ambiente in cui è cresciuta e della parte utilizzata.

 

Elemento                   Titolo
Azoto (N)                        0
Fosforo (P2O5)      1,3 – 20
Potassio (K2O)         5 – 35
Calcio (CaO)           18 – 45
Magnesio (MgO)     1,3 – 16

La cenere di legna possiede un’altissima quantità di potassio (mediamente 10-11% in K2O), dunque può essere valorizzata ulteriormente somministrandola prima della semina di piante con un alto fabbisogno di questo elemento (ad esempio, la patata). Contiene anche un buon titolo di fosforo (2-5% in P2O5) e una quantità piuttosto limitata di microelementi (ferro, rame, boro, ecc.). Ha reazione (pH) alcalina a causa della presenza massiccia di calcio (anche più del 40% in CaO).

Un dosaggio di 200 g/m2 = 2 t/ha è sufficiente per i fabbisogni minerali di qualsiasi coltura, tranne che per l’azoto e lo zolfo, che essendo volatili non sono presenti nelle ceneri. Per ottenere un concime minerale completo è sufficiente aggiungere 40-60 g/m2 di solfato ammonico. Va evitata la somministrazione di ceneri con reazione alcalina (pH>7) e mantenuta comunque sotto i 250 g/m2 su tutti i terreni, altrimenti si rischia di innalzare troppo il pH.

La distribuzione si può effettuare al momento in cui si spargono i concimi organici (letame e
compost maturi), ovvero prima delle lavorazioni di fondo (vangare o aratura). Nel caso di piante arboree (frutteti, siepi, piante ornamentali), distribuire nell’area della proiezione della chioma, ove sono situate la maggior parte delle radici. La distribuzione può comunque essere effettuata anche con largo anticipo, dato che gli elementi presenti sono poco solubili e per niente volatili, dunque non si incorre in rischi di inquinamento o di riduzione delle proprietà fertilizzanti. Ad esempio si possono distribuire, man mano che vengono prodotte, sui terreni che si vangheranno a primavera.

Un’ottima idea è quella di utilizzare le ceneri nella produzione del compost o nel letame, alle dosi indicative di 3-4 kg/m3 di materiale. La cenere difatti assorbe l’umidità in eccesso, migliorando l’arezione della massa in fermentazione; neutralizza l’acidità provocata dalle fermentazioni; i microrganismi possono utilizzare i minerali nel loro metabolismo, inserendoli così nella sostanza organica. I minerali organicati risultano così molto più biodisponibili per le piante. Sugli appezzamenti dove si distribuisce il compost arricchito di ceneri solitamente non si vanno a distribuire altre ceneri.

Evitare la somministrazione su piante acidofile, che non amano il calcio, come azalee, rododendri, camelie, eriche, ortensie, orchidee, mirtilli.

La cenere utilizzata deve essere prodotta dalla combustione unicamente di legna vergine, dunque non deve aver subito alcun trattamento. La legna trattata con composti clorurati organici (plastiche, vernici, solventi, disinfettanti, ecc.) può difatti liberare diossine. Tra l’altro la legge vieta espressamente di bruciare nei generatori termici domestici (stufe, camini, caldaie) qualsiasi prodotto che non sia biomassa vergine; è vietata anche la combustione della carta, che rilascia molte sostanze tossiche nei fumi.
È possibile usare le ceneri del carbone di legna (carbonella), che presentano caratteristiche analoghe alla cenere di legna. Le ceneri di carbon fossile è invece da smaltire in discarica, data la presenza, a volte elevata, di metalli indesiderabili (piombo, cromo, nichel, cadmio, alluminio, ecc.) e la presenza di elementi utili come boro e manganese in dosi eccessive per le piante e dunque fitotossiche.

La distribuzione di cenere nell’orto attorno alle piante, in strisce di 6-7 cm di larghezza e alte 2 cm, è molto efficace contro limacce e chiocciole, poiché si vanno a creare delle barriere insormontabili dai molluschi, innocue per gli animali superiori e i bambini e ad impatto ambientale sicuramente inferiore che utilizzando lumachicidi. La cenere risulta efficace però solo fintanto è asciutta, quindi in caso di pioggia o dopo un’irrigazione è necessario creare delle nuove barriere. C’è chi sparge cenere finemente setacciata su alcuni ortaggi (zucchini, sedano, insalata, patate, ecc.), poiché le sostanze polverulente creano problemi all’apparato respiratorio degli insetti e creano lacerazioni sulla cute con conseguente disidradazione e morte del parssita (è una tecnica insetticida nota sin
dall’antichità e abbastanza efficace).

L’uso della cenere è consentito in agricoltura biologica (Reg. Cee 2092/91) se deriva da legname non trattato chimicamente dopo l’abbattimento, condizione comunque obbligatoria per qualunque tipo di agricoltura. Per ottenere un fertilizzante completo è necessario utilizzare prodotti ammessi dal regolamento, ad esempio 200-300 g/m2 di letame essiccato o pollina, oppure 800-1200 g/m2 di letame o compost maturo anche se, come si è visto, è meglio aggiungere la cenere direttamente nella massa durante la fermentazione.

Per approfondire: http://www.informatoreagrario.it/ita/riviste/vitincam/home_consigli/pdf/cenere.pdf

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